La CILA è la Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata. Per una ristrutturazione, la domanda utile non è soltanto quanto costa presentarla: bisogna prima verificare se i lavori rientrano davvero in questo procedimento e quali accertamenti servono al tecnico. Non ogni intervento in casa richiede una CILA e la stessa comunicazione non copre qualsiasi trasformazione.
Quando serve la CILA
L’articolo 6-bis del DPR 380/2001, consultabile nella banca dati ufficiale del MEF, disciplina gli interventi non riconducibili agli articoli 6, 10 e 22. Prevede progetto e asseverazione di un tecnico abilitato, che attesta conformità e assenza di interessamento delle parti strutturali. Restano da rispettare le altre norme di settore e la disciplina regionale e locale.
La diversa distribuzione degli ambienti attraverso tramezzi non strutturali è un caso da valutare per la CILA. Il confine dipende però dalle opere effettive, non dal nome commerciale “ristrutturazione bagno” o “open space”. Se si interviene su parti strutturali, la CILA ordinaria non è il procedimento da usare: il tecnico deve individuare quello corretto.
Per lavori di sola finitura, come una tinteggiatura interna senza altre opere, occorre invece verificare l’inquadramento nell’edilizia libera. Non sommare automaticamente una pratica a ogni preventivo: chiedere al progettista la classificazione dell’intervento complessivo.
Quanto costa: distinguere compenso e spese
Non esiste un costo unico nazionale della CILA. Il budget può comprendere rilievo, verifiche documentali, elaborati, asseverazione e deposito, oltre ai diritti comunali e alle eventuali prestazioni ulteriori.
Come esempio commerciale verificabile, Geo Studio FC a Roma pubblica un onorario tecnico di 500 euro per una CILA ordinaria relativa a un appartamento fino a 200 m² lordi. È una proposta specifica dello studio, non una tariffa obbligatoria o il totale da pagare in ogni Comune. Contributi professionali, trattamento fiscale, diritti e attività aggiuntive vanno letti nel preventivo.
| Voce | Cosa chiedere |
|---|---|
| Prestazione tecnica | Quali sopralluoghi, verifiche e disegni comprende? |
| Diritti comunali | Qual è l’importo vigente nel Comune dell’immobile? |
| Accesso agli atti | È necessario e chi sostiene i costi? |
| Aggiornamento catastale | Serve per le modifiche previste ed è compreso? |
| Altri incarichi | Direzione lavori, sicurezza e verifiche specialistiche sono separati? |
| Imposte e contributi | Qual è il totale effettivo della prestazione? |
Questa distinzione evita di confrontare un prezzo di solo deposito con un incarico che segue anche progetto e conclusione dei lavori. Non considerare incluse prestazioni che non compaiono nell’offerta.
Documenti: una checklist da adattare al Comune
Il modello CILA pubblicato dal Comune di Genzano di Roma distingue allegati sempre previsti e documenti richiesti soltanto in determinate condizioni. Offre un esempio utile di questa logica; per presentare una pratica bisogna usare la modulistica vigente del Comune interessato.
- Comunicazione e asseverazione: dati del soggetto avente titolo, immobile, opere e tecnico incaricato.
- Elaborati grafici: rappresentazione dello stato di fatto e del progetto.
- Soggetti coinvolti: tecnici e impresa, secondo la modulistica.
- Procura, delega e identità: quando richiesti dalle modalità di firma e presentazione.
- Ricevute: diritti e altri versamenti, se previsti.
- Assensi e ulteriori adempimenti: documenti applicabili per titolarità, vincoli, sicurezza o altre condizioni del progetto.
Per preparare il lavoro del professionista, raccogliere anche la documentazione edilizia già disponibile, la planimetria catastale e i riferimenti dei precedenti interventi. Non trattare questa raccolta come prova automatica della regolarità: sarà il tecnico a valutare quali accertamenti occorrono.
Si può iniziare subito?
La comunicazione va presentata prima dell’avvio. Quando servono altri atti di assenso, il semplice invio non consente di ignorarli: il modello comunale citato contempla anche l’avvio dopo la loro acquisizione. Prima di fissare la data con l’impresa, ottenere dal professionista conferma che tutti i presupposti siano soddisfatti.
Conservare copia degli elaborati inviati, ricevuta e protocollo. La ricevuta documenta il deposito; non sostituisce le responsabilità del progettista o eventuali controlli dell’amministrazione.
CILA tardiva e lavori già eseguiti
Il comma 5 dell’articolo 6-bis prevede una sanzione di 1.000 euro per la mancata comunicazione, ridotta di due terzi se presentata spontaneamente mentre l’intervento è in corso. Quella riduzione non vale indistintamente per qualsiasi deposito successivo.
Pagare la sanzione per l’omessa comunicazione non rende automaticamente conformi opere che non lo sono. Se i lavori sono già iniziati o conclusi, incaricare il tecnico di verificare l’intervento e il procedimento utilizzabile, senza presumere che basti una “CILA in sanatoria”.
Cosa concordare a fine lavori
Nel preventivo professionale chiarire chi segue gli adempimenti conclusivi, l’eventuale aggiornamento catastale e la raccolta della documentazione finale. Il deposito iniziale è una fase dell’intervento: sapere in anticipo quali attività restano da svolgere rende più chiari tempi e costi.