Rifare l’impianto elettrico nel 2026 richiede un budget di diverse migliaia di euro, ma la superficie della casa non basta a stabilire il prezzo. Per un appartamento di 100 m², gli esempi pubblicati dagli installatori consultati vanno da circa 4.500–6.000 euro per una soluzione base a 8.000–14.000 euro più IVA in un riferimento milanese con lavorazioni e dotazioni differenti. Non è una media nazionale: è un confronto tra indicazioni commerciali da leggere insieme alle rispettive condizioni.

Il costo da mettere a budget deve comprendere ciò che serve per arrivare al risultato concordato: parte elettrica, eventuali opere murarie, finiture, progettazione e documentazione. Un’offerta conveniente solo sulla prima pagina può diventare più costosa quando si aggiungono le esclusioni.

Due riferimenti di prezzo, con limiti precisi

MIAB Impianti, in un articolo del 7 ottobre 2025 ancora consultabile, indica circa 4.500–6.000 euro per un impianto base in una casa di 100 m² e oltre 10.000 euro per soluzioni più complesse o tecnologiche. È un riferimento dell’operatore, precedente al 2026: IVA, opere murarie e inclusioni vanno chiarite nel preventivo aggiornato.

Elettricisti Milano 24 pubblica invece per il 2026 un intervallo di 80–140 euro/m² più IVA, dichiarando comprese tracce, materiale e dichiarazione di conformità. Applicato aritmeticamente a 100 m², equivale a 8.000–14.000 euro più IVA. Il riferimento riguarda Milano e comprende livelli di dotazione diversi; non dimostra che quella tariffa valga per ogni abitazione italiana.

La distanza tra le cifre mostra perché occorre confrontare lo stesso lavoro. Non consente di stabilire che un’offerta sia automaticamente troppo cara o troppo bassa. Anche un prezzo al metro quadro può nascondere differenze importanti nel numero di prese, nei circuiti, nei materiali e nei ripristini previsti.

Che cosa deve essere compreso nel preventivo

Prima del sopralluogo prepara una pianta con gli ambienti e le esigenze d’uso: posizione dei mobili, postazioni di lavoro, cucina, elettrodomestici e apparecchi che prevedi di aggiungere. L’installatore potrà valutare una soluzione concreta, invece di preventivare una quantità generica di punti.

Chiedi di distinguere le principali voci:

  • Distribuzione elettrica: tubazioni, cavi, scatole, prese e comandi, con quantità e caratteristiche definite.
  • Quadro e protezioni: componenti previsti e lavorazioni comprese.
  • Opere murarie: apertura e chiusura delle tracce, ripristino degli intonaci ed eventuali interventi sui pavimenti.
  • Finiture: rasatura e tinteggiatura, indicando chi le esegue.
  • Prestazioni tecniche: progetto, verifiche e documenti di fine lavori.
  • Extra: rete dati, automazioni, corpi illuminanti e altre dotazioni richieste.

La parola “punto luce” merita una definizione esplicita. Domanda che cosa comprende il prezzo unitario e come vengono conteggiate le prese multiple, i comandi e i collegamenti dedicati. Due preventivi con lo stesso numero di punti possono descrivere impianti diversi.

Rifacimento completo e intervento parziale non hanno lo stesso costo

Sostituire alcuni componenti non equivale a rifare tutta la distribuzione. Il sopralluogo deve chiarire quali parti possano essere mantenute e quali lavorazioni siano necessarie. La possibilità di utilizzare passaggi esistenti va valutata dal professionista, senza considerarla già acquisita perché la casa possiede tubazioni.

Anche le condizioni del cantiere incidono sull’organizzazione. Lavorare in un appartamento vuoto e già in ristrutturazione è diverso dal procedere per stanze in una casa abitata. Chiedi come saranno gestiti gli accessi, le interruzioni del servizio, il coordinamento con il muratore e la consegna delle finiture.

Non ricavare il preventivo di 60 o 80 m² riducendo proporzionalmente quello di 100 m²: alcune lavorazioni non diminuiscono nella stessa misura della superficie. È più utile confrontare quantità e prestazioni effettivamente richieste.

Documenti, IVA e confronto finale

Il D.M. 37/2008, disponibile sul sito della Camera di commercio di Bologna, prevede l’affidamento dei lavori a imprese abilitate e il rilascio della dichiarazione di conformità dopo le verifiche previste. Per un impianto rifatto chiedi la consegna della documentazione e degli allegati pertinenti. La dichiarazione non è un optional da eliminare per ridurre il prezzo.

Fai specificare chi redige il progetto secondo i requisiti applicabili e quali documenti riceverai. L’assenza delle carte di un vecchio impianto non si risolve automaticamente acquistando una generica “certificazione”: il professionista deve distinguere lo stato esistente dai lavori nuovi.

Confronta i totali con IVA esplicitata, evitando di presumere un’unica aliquota per ogni fornitura o intervento. Le eventuali detrazioni richiedono una verifica separata dei requisiti e non vanno sottratte subito dalla somma da pagare.

Chiedi due o tre offerte dopo sopralluogo, costruite sulla stessa descrizione dei lavori. Prima di accettare, chiarisci esclusioni, modalità di approvazione degli extra, pagamenti e tempi. Un budget utile è il totale documentato per il tuo appartamento, comprensivo delle lavorazioni necessarie a consegnarlo come concordato.

Fonti consultate il 6 ottobre 2026. Importi indicativi attribuiti agli operatori, da confermare con un’offerta per l’immobile.